L’inafferrabile reato di tortura nello spazio della detenzione

Autori

  • Caterina Scialla

DOI:

https://doi.org/10.15168/2284-4503-2467

Parole chiave:

Tortura, detenzione, dignità, diritti umani, potere

Abstract

Il reato di tortura entra nell’ordinamento penale italiano solo di recente, con l’introduzione dell’art. 613-bis a opera della legge 14 luglio 2017, n. 110. Il divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti commessi dai funzionari pubblici ai danni dei singoli è stabilito in tutte le principali Convenzioni internazionali. L’autore si propone di analizzare la compatibilità della disposizione normativa italiana con il divieto di tortura così come disciplinato a livello internazionale. Uno speciale focus è sulle condizioni di detenzione e sul rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti; in carcere, infatti, gli individui sono particolarmente esposti al rischio di diventare vittima del reato di tortura a causa del disequilibrio dei rapporti di potere indotto dalla privazione della libertà personale.

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Pubblicato

2022-12-23

Fascicolo

Sezione

Focus on

Come citare

1.
L’inafferrabile reato di tortura nello spazio della detenzione. BioLaw [Internet]. 23 dicembre 2022 [citato 7 luglio 2026];(4):87-116. Disponibile su: https://teseo-ojs35-test.archicoop.it/biolaw/article/view/2467