I Comitati per l’etica nella clinica di fronte alle richieste di aiuto medico a morire: l’organizzazione della Regione Emilia-Romagna
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https://doi.org/10.15168/2284-4503-3938Parole chiave:
aiuto medico a morire (AMM), Comitati per l’etica nella clinica, Corte costituzionale, vulnerabilità e fine vita, consulenza etica clinica, autodeterminazione del pazienteAbstract
Il contributo analizza il ruolo dei Comitati per l’etica nella clinica nella valutazione delle richieste di aiuto medico a morire (AMM), alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale italiana e delle scelte organizzative adottate dalla Regione Emilia-Romagna. Muovendo dalla sentenza n. 242/2019, che individua nei comitati etici territorialmente competenti l’organo terzo chiamato a verificare la sussistenza dei requisiti per l’accesso all’AMM, il lavoro ricostruisce il dibattito dottrinale circa l’individuazione di tali organismi, soffermandosi in particolare sulla distinzione tra Comitati etici per la sperimentazione e Comitati per l’etica nella clinica. In questo quadro viene esaminata la decisione dell’Emilia-Romagna di attribuire la funzione valutativa al Comitato regionale per l’etica nella clinica (COREC), istituito nel 2024 come evoluzione dell’esperienza maturata con il Comitato per l’etica nella clinica dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia. Il paper illustra l’organizzazione regionale dei comitati etici, le Istruzioni tecnico-operative per l’accesso all’AMM e il ruolo specifico del COREC nel procedimento, caratterizzato da una valutazione etica obbligatoria ma non vincolante, successiva a quella medico-clinica. Attraverso il richiamo alle evidenze emerse dal progetto sperimentale del CEC e all’esperienza maturata dal COREC nei primi due anni di attività, il contributo argomenta come i Comitati per l’etica nella clinica rappresentino gli organismi più idonei a garantire un’adeguata tutela della vulnerabilità della persona, un supporto ai processi decisionali complessi di fine vita e una presa in carico rispettosa dei valori e della dignità del paziente. In conclusione, il lavoro sottolinea il valore della consulenza etica nel percorso di AMM e auspica una regolamentazione normativa dei Comitati per l’etica nella clinica, nonché un rafforzamento della formazione bioetica dei professionisti sanitari coinvolti nel fine vita.
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